Capitolo 4
Da Wikiudine.
Con la porta ormai alle spalle, terminata la visita ed ottenute tutte le informazioni possibili, Jack e Tom si avviavano verso il cancello della villetta, quando una voce alle spalle li raggiunse nuovamente.
" Jack " più che una voce decisa un sussurro.
I due si voltarono e si trovarono di fronte alla moglie dell’uomo che tanto generosamente li aveva accolti poco prima.
" Ho pensato che una fetta di torta potreste portarvela a casa … Voi giovani siete sempre così di corsa, mangiate ormai solo cibi in scatola … " disse con tono di scherzoso rimprovero la signora.
" La ringrazio " rispose Jack prendendo tra le mani il pacchetto " in effetti è da un bel po’ di tempo che non assaggiavo niente di così buono come la sua torta."
L’anziana sorrise per il complimento sincero ma non accennava a lasciarli andare, era come se aspettasse qualche cosa.
"Bene " disse Tom " se è tutto direi che ora… "
" No, aspettate " lo interruppe lei " Jack… " mormorò " ecco, c’è qualche cosa che credo dovresti sapere. Mio marito non era d’accordo ma … in fondo se sei arrivato qui da noi forse … Ecco, credo che anche tuo nonno te ne avrebbe parlato prima o poi.
" Mio nonno? Quindi lei sa qualche cosa … " esclamò Jack
"Sì, vista la tua insistenza prima nel chiedere chi fosse la ragazza nella foto, ho intuito che tu sapessi qualche cosa di Anja " spiegò veloce la donna.
" Anja? Lei sa chi è Anja? " incalzò Jack.
" Sì … o meglio, sapevo chi fosse realmente Anja " rivelò con sguardo triste.
" Non credo fosse una cugina di mio nonno, questo è certo " rispose Jack "non l’avevo mai vista prima. "
" Infatti … Quella ragazza … Ecco, si stava nascondendo nel nostro piccolo paese di provincia. Era fuggita dalla sua città, sola, spaventata, e in quelle condizioni. Tuo nonno l’aveva trovata che vagava come un’incosciente spaurita per la campagna, e non esitò un attimo a portarla tra di noi, anche se …
" Anche se? " s’intromise Tom.
" Ecco, dovette inventare quella storia della cugina. Non tutti l’avrebbero accolta benevolmente se avessero saputo che … "
"Che? " fece nuovamente eco Tom che non amava aspettare.
"La ragazza era ebrea. Tutta la sua famiglia era stata portata via in quell’orribile posto, sapete no? Anche il marito, non era morto in guerra come aveva raccontato. Dovevate sentirla piangere ogni notte, aveva gli incubi pensando a lui, era terrorizzata per la bambina che doveva nascere. Non c’era giorno che non temesse di essere scoperta. Naturalmente " continuò la donna " tuo nonno dimostrò la più grande generosità, com’era nel suo carattere Jack.
" Sì, lo so " disse Jack " il nonno aiutava sempre chi era in difficoltà senza chiedere nulla in cambio. Per lui era il senso stesso di essere al mondo, essere solidali."
" Già … E durante la guerra era difficile, te lo assicuro. In tanti, in troppi, hanno perso la loro dignità umana, come vittime o come carnefici. E anche tra noi, Jack, lo ricordo ancora, c’era chi non ce la faceva più a sopportare quell’inferno, era troppo. Eppure sapevamo che tutto quello doveva finire prima o poi e dovevamo farci forza, aggrapparci all‘altro, ma a volte non bastava.
Jack, credimi " lo guardò con convinzione la donna " tuo nonno ha fatto tutto il possibile. E’ stato solo un tragico volere del destino. Lui non aveva niente di cui rimproverarsi … " concluse. "
" Di cosa parla? Di Anja? " chiese Jack emozionato dall’essere vicino al segreto. "
" La portarono via mentre lui non c’era " quasi pianse la donna al ricordo. "
" Una carogna aveva capito, e l’ha venduta! " esclamò Tom. "
" Sì, qualcuno aveva capito…O saputo, eravamo pochissimi a sapere la verità. Qualcuno ci ha traditi, e l’ha consegnata ai soldati. E’ stato terribile perché lei non guardava nessuno, non voleva coinvolgerci, non ha fatto nomi. Quando l’hanno portata via io… " la donna era visibilmente commossa " tenevo in braccio sua figlia che era nata qualche giorno prima."
" La bambina della foto! " esclamò Tom.
"Avete voi la foto? " chiese la donna " quella foto l’aveva scattata tuo nonno poco tempo prima dell'accaduto...Quasi una premonizione, povera ragazza... Anja gliela aveva regalata, dicendo che se mai le fosse successo qualche cosa, la bambina andava nascosta, e quella foto avrebbe permesso loro di riconoscersi se mai si fossero incontrate finita la guerra. Jack " continuò l’anziana signora " tuo nonno non si è mai perdonato di non essere stato presente quel giorno." si interuppe.
"Per tutta la vita non ha fatto che cercare Anja e quella bambina."
E' tardi.
Anche se sono solo le 4 del pomeriggio e visto che per pranzare è tardi, decide di considerare quella la sua colazione.
Lo stomaco in effetti ha appena iniziato a funzionare di nuovo (forse grazie alla violenza della correzione del caffè, anche se capisce che non ha senso pensarlo). Un nuovo risveglio del suo corpo, dopo la turbolenta mattinata buia. Decide di pagare, spostarsi e tentare di capire cosa in realtà si è trovato tra le mani. Per fortuna il suo appartamento non è così lontano dal bar.
Pochi minuti dopo scende dalla Vespa e sale in appartamento con la busta sotto braccio.
Sa che è arrivato il momento delle congetture quindi prende il block notes e, mentre lo fissa pensando a come riempirlo, istintivamente cerca nella tasca della camicia la penna blu...”Ah già, chissà dov'è ... “, poi come un flash gli viene in mente che era stato uno dei primi regali importanti di suo nonno: "Porca miseria" urla "Non può essere solo una coincidenza".
Il block notes bianco attrae di nuovo la sua attenzione e, dimenticatosi del regalo del nonno, presa un’altra penna, inizia ad annotare con ordine ciò di cui è in possesso:
-un sogno in cui cerca una persona;
-un foglietto macchiato con numeri e lettere, probabilmente un indirizzo ed un cellulare("348"è un prefisso da cellulare e le lettere iniziano con "via");
-Tom, morto, a quanto pare strangolato, secondo quella singolare guardia medica;
-il cellulare di Tom, con il quale lui voleva rintracciarlo;
-la busta gialla;
Si sente come quelle mattine di Pasqua di tanti anni fa, quando doveva aprire ogni uovo e scoprire di che tipo di sorpresa si trattasse, se una di quelle piccole ed insignificanti con le quali non ci si fa nulla o una di quelle bellissime con cui si gioca per settimane. Non rispetta la scaletta e inizia dal cellulare, uno di quelli di ultima generazione, porta il menù al registro chiamate e controlla chi ha contattato o tentato di contattare Tom recentemente. Il telefono però non è in grado di fornire anche l'ora della chiamata effettuata,"tanta tecnologia per nulla" pensa sorridente e fedele alla sua ironia guardando il suo vecchio modello dallo schermo verde. Legge:
-barba-Jack
-Angel :p
-Mastro birraio
-barba-Jack
-Alberto
Seguono poi altri numeri di cui non riconosce il nome o il soprannome dei relativi proprietari.
Prova un breve senso di tristezza nel ricordare quello strano, un po' volgare e semplice umorismo di Tom che con una strana teatralità nelle discussioni serie lo accompagnava ovunque andasse. Sorride, subito dopo, nel vedere il numero di una birreria salvato in memoria e quello di Alberto, un compagno di bevute dal quale non ci si poteva mai aspettare nulla, ma non appena capisce che Angel, seguito dalla linguaccia, è Angela, capisce che è accaduto qualcosa di cui non sapeva nulla. Quei due non si parlavano quasi mai, più che altro per la strana repulsione che le donne avevano per Tom. Questo poteva solo significare che Tom avesse fatto uno scoop. Infatti Angela era la giornalista della compagnia, o almeno cercava di esserlo, le risultava difficile trovare un impiego senza una spinta politica e quindi sfruttava la sua vicinanza alle tragedie giovanili per vendere i suoi articoli al primo giornale che lo avrebbe accettato. Naturalmente quella chiamata può anche significare che Angela non era stata abbastanza dura con lui quando gli aveva spiegato che non poteva esserci nulla tra loro due, ma sembra essere qualcosa di remoto. Angela non si fa fraintendere. E Tom era pur sempre Tom. L'ultimo numero è quello di Jack. Pur non essendo sicuro del fatto che fosse stato proprio lui a chiamarlo quella mattina, questo gli risulta un duro colpo. Le chiamate in entrata invece sono poche, forse perché quelle non segnate provenivano da numeri privati:
-barba-Jack
-Madre
-Padre
-Casa vecchi
-barba-Jack
-Alberto
Si sente ancora rattristare da quella monotonia nella vita del povero amico e gli salta in mente che sarà poi il caso di andare a trovare i genitori, per portare loro le sue condoglianze. In questa lista trova però l'ora delle chiamate, tutte risalgono al giorno precedente, che, a causa dell'amnesia, è praticamente inesistente per Jack. Le riporta comunque sul block notes per sicurezza. Ora deve controllare le impostazioni della visualizzazione del numero ai destinatari delle chiamate. Con un po' di fatica le trova.
Il numero era nascosto.
Jack soffoca, o almeno questa è la sensazione che prova.
Si riprende. Pensare che l'aveva chiamato per chiedere aiuto e che lui non era stato in grado di alzarsi e trovare il telefono in tempo per rispondergli gli aveva fatto uno strano effetto. Pensa che dopo tutto non è così sicuro che fosse riuscito a chiamarlo. Magari gli serviva oscurare il numero per fare uno scherzo ad Angela...Niente da fare. La sua mente ora è entrata in un circolo vizioso di sensi di colpa e per uscirne doveva fare qualcos'altro, e l'indagine poteva essere l'ideale. Dopo tutto quella busta gialla sembrava contenere molti fogli che avrebbero saputo costringerlo sul tavolo ad un'attenta e dettagliata lettura. Aprendola e svuotandola con un solo movimento s'impossessa delle carte. Almeno 40 fogli A4 scritti tutti fitti fitti da controllare.
L'ironia gli viene in aiuto: "Buon lavoro Jack".
